(Beethoven Festival 2027)
Introduzione al pezzo per Dresda
Scrivere un brano per orchestra chiamato a dialogare con le vette sinfoniche beethoveniane, nel duecentesimo anniversario della morte del gigante di Bonn, è una prospettiva da far gelare le vene — se non fossero già ibernate da un mondo in pieno collasso neuronale.
Per non soccombere alla paralisi, si potrebbe tornare a Friedrich Schiller: noto ai più per l’An die Freude della Nona Sinfonia, ai meno per la sua vertiginosa produzione teatrale, ai pochi per quel gioiello che sono le Lettere sull’educazione
estetica dell’uomo.
In quelle pagine — magnificate anche da Hegel — si trova un monito che suona oggi più urgente che mai:
“L’uomo, invece di esprimere nella sua natura l’umanità, diventa una semplice copia della sua occupazione lavorativa”.
Partiamo da qui.


