CambiareRotta, per orchestra, di Riccardo Panfili
Progetto Ecosound Orchestra Toscanini Parma
Affetto da una forma inguaribile di parresìa, mi riesce difficile smussare o levigare i pensieri. Così, riflettendo sul progetto Ecosound, che unisce musica e coscienza ecologica, non posso esimermi dal dire che non nutro alcuna simpatia per la Natura, pur essendo nato e cresciuto, fino all’adolescenza inoltrata, in un piccolo paese umbro immerso nelle alture appenniniche, circondato da quadrupedi, boschi e acque sorgive.
Già molto prima di leggere Leopardi – di cui non sopportavo comunque il piagnisteo da prefica intabarrata – il brulichio di eventi messi in scena da Madre Natura mi appariva come la rappresentazione ridondante di una ferocia priva di senso. Non mi colpiva tanto la potenza sconfinata del Sublime, quanto l’indifferenza di un organismo la cui ciclicità non aveva nulla della mitologia nietzschiana dell’eterno ritorno, ma ricordava piuttosto la stolida ripetitività di un giradischi inceppato.
So che può sembrare quantomai imbarazzante, ma non ho nessuna preferenza né per fiori, né per profumi (eccetto il fetore del letame che mi rimanda, come una candida madeleine proletaria, agli anni dell’infanzia).
Solo nell’adolescenza, con le prime avvisaglie di una qualche coscienza politica, la questione scottante, emergenziale, dell’ecologia risvegliò un interesse (meramente teorico-politico) per Gaia, senza peraltro, riconciliarmi con essa.
Anzi, accrebbe il sospetto verso un pianeta capace di allevare in grembo un essere – quello umano – tanto idiota da devastare pervicacemente la propria dimora, per motivazioni legate a un complesso di astrazioni e mitemi da lui stesso creati: denaro, potere, ruoli sociali, invidia del pene (altrui), quotazioni in Borsa, speculazioni finanziarie, chirurgia estetica, e compagnia delirando.
Al netto del mio non-rapporto con la Natura, il pezzo che sto scrivendo, CambiareRotta, vuole essere un invito ad una lotta continua, dura, radicale, contro l’idiozia beota di un Potere economico-politico che, mentre blatera di spartizione di territori, di chiusura dei confini, di dazi, mazzi e controdazi, mentre dà i numeri come se il Mondo intero fosse divenuto un Cottolengo Globale, incendia il letto dove dorme, avvelena i pozzi da cui beve e defeca nel piatto dove mangia.



